Diario di Filip Gennaio 2642

 

Inizia oggi la mia avventura, stanotte io e i miei compagni passeremo le acque del fiume e arriveremo a Mordheim. Sono passati 15 anni da quando ritrovai il diario di mio Nonno Filip. Mio nonno lo persi da piccolo, mi ricordo che piansi anche se non lo avevo conosciuto bene, vecchio ubriacone bastardo, quante volte lo avevo riportato a casa dalla Locanda nel quale era solito bere e farsi umiliare dalle risa di tutti per le sue storie su Mordheim. L’ultima volta che lo riaccompagnai mi guardò e mi disse : “Ragazzo sei mai stato all’inferno? Io si l’ho visto da vicino, ero più grande di te di pochi mesi quando prestai servizio presso il capitano Raziel nella spedizione a Mordheim, nessuno lo sa e nessuno mi crede ma te lo giuro ragazzo, te lo giuro l’inferno dove finirò da morto non sarà nulla a confronto, ho seppellito i miei amici, i miei compagni, ho avuto freddo e fame, e.. e sete.. ah – grossa risata seguita da tosse -, è per quello che bevo, anche adesso avrei un po’ sete..” e si addormentò con il vomito rappreso sulla barba. Ovviamente non gli credetti mai e a volte anche io risi di lui, le storie su Mordheim e Raziel che era anche il nome di mio Padre, il suo unico figlio, ma quando andai per buttare la roba della sua sudicia camera dopo il funerale trovai questo diario infilato sul fondo di una vecchia bisaccia di pelle. Un piccolo diario con astuccio in pelle nera sudicio, impolverato e insanguinato, non mi fu chiaro subito di cosa si trattasse tanto è che stavo per buttarlo, quando un brivido freddo mi percorse da cima a piedi, come un risveglio da un brutto sogno quasi cadendo barcollai e lo lascia cadere. Dopo 10 minuti mi ripresi e ne passarono altri 15 prima che mi decidessi a raccogliere l’oggetto. Il piccolo diario sembrava essere intriso di un aura maligna, le sensazioni che avevo provato erano state disperazione e morte, lo aprii e inizia a leggere. Le pagine incollate mi fecero capire quale era la verità non solo mio nonno a Mordheim c’era stato, ma ne era tornato vivo sopravvivendo alla morte di tutta la sua Compagnia il “Branco di Raziel”, il racconto si era interrotto improvvisamente dopo pochi giorni di viaggio, qualcosa di grosso doveva essere successo. Sicuramente il nonno non si ricordava di avere il diario se no me ne avrebbe parlato sicuramente prima pensai, e subito il mio cuore venne infervorato da orgoglio, ripensando al capitano Raziel, doveva avere fatto qualcosa di importante tipo salvargli la vita per meritare l’onore di dare il nome al suo primo e unico figlio, mio padre. E molto più orgoglio provai pensando al mio nome Filip che mio padre mi aveva dato seguendo le tradizioni del villaggio, fino a quel momento avevo maledetto quel nome schernito da tutti come il nonno, ma adesso no in pochi fanno ritorno da Mordheim la città dei Dannati. Gli anni che seguirono diedero vita alla mia formazione nelle armi, feci di tutto per diventare letale, abbandonai la mia famiglia alla vita nei campi vicino alla città di Middenheim e mi dedicai alla guerra. All’inizio presi servizio come stalliere di un ricco Cavaliere della zona, e li assieme ad altri ragazzi ai suoi servizi imparai i rudimenti della spada e dell’arco. Conobbi Griswald detto Gris robusto e massiccio figlio del Fabbro, mi sovrastava di più di 30 cm e aveva mani enormi  come badili e diventò subito compagno favorito per le risse da taverna, spesso io iniziavo e lui finiva. Gli inverni rigidi passarono e il mio corpo crebbe forte, ma quello che crebbe maggiormente fu il mio spirito, dovevo tornare a Mordheim, dovevo farlo per l’onore del nonno per il capitano Raziel, dovevo andare e tornare vincitore, sarei tornato con migliaia di monete d’oro e avrei vissuto tutta la vita come un Re. Imparai alla perfezione l’arte della spada allenandomi con il Cavaliere e i suoi scudieri, ed essendo particolarmente dotato non passava giorno senza che qualcuno bussasse alla porta del padrone per cimentarsi con me. Neanche Griswald riusciva a battermi anche se la sua massa fisica lo rendeva molto più pericoloso con la Lancia. Dopo qualche anno a 25 anni misi assieme la mia prima banda di mercenari, scelsi i migliori fra i lupi di Middenheim, Griswald decise di segnuirmi lasciando suo padre e divenne mio braccio destro, poco dopo si unì a noi Bald mercenario che pur essendo molto più vecchio di noi decise di mettersi al mio servizio in cambio di una buona paga paga, con lui arrivarono anche 3 bravi spadacini. Si iniziò in poi poi il numero aumento con l’arrivo di buoni archi e dei fratelli Thomas ed Helena, una coppia di orfani mendicanti attaccabrighe che accettaroni di buon grado  di combattere in cambio di cibo e denaro. Nel rigido inverno del 2637 andando a caccia nei boschi di Middenheim con Gris venni attaccato da un gigantesco lupo Bianco, riuscimmo ad avere la meglio ma non prima di ricere il segno degli artigli del lupo sul mio collo e sul mio petto, da allora porto sempre la pelle del Lupo sulle mie spalle e da allora per tutti divenni Filip Bianchiartigli. Combattemmo per 5 lunghi anni fra le terre selvagge dell’impero, chiunque aveva abbastanza soldi per pagarci poteva farsi forza del Branco di Filip Bianchiartigli, dopo poche battaglie già il mio nome era conosciuto nell’impero pensavo che neppure Ulric in persona vrebbe potuto togliermi la gloria che mi spettava, il sangue sarebbe seguito ad altro sangue fino alle porte di Mordheim. Ed è per questo che ora su questa barca io Filip Bianchiartigli figlio di Raziel guiderò il mio branco a Mordheim, e per citare il diario di mio nonno: ” Il capitano di questo Branco, figlio di Ulric, venuto dalla foresta, lui era stato scelto fra tanti di città, lui avevamo deciso di seguire senza chiedere nulla, spinti dalla fede, ignorando la fatica e il dolore. Dopo un lungo viaggio lui qui era venuto a Mordheim, la città rinnegata, per sfidare gli Dei e la morte. Il capitano era certo che qui avrebbe trovato la sua immortalità la sua consacrazione fra i tanti la sua nuova vita al fianco Dio Lupo. Consacreremo questo empio luogo a Ulric, e uccideremo tutti quelli che saranno così stupidi da intralciarci la via, sfoderate gli artigli miei lupi, si va a caccia..”


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