Mordheim 2642

 

“Aidan, dov’è?!? Dove diavolo è quel maledetto muto!”

 

Ci siamo’, pensai, ‘Questa volta lo ammazza… Tanto poi la briga di trovarne un altro tocca sempre a me!’.

Il capitano Maculano camminava ansioso a lunghi passi lungo le fetide vie del quartiere povero di Krugenheim, cercando la taverna in cui il muto, chiamato Swashbuckler stava sicuramente giocando a dadi, la sua attività preferita da quando Alvaro, il chierico del gruppo, gli aveva proibito di giacere con delle sconosciute.

Dalle grida di sgomento misto a rabbia provenienti dall’interno, il muto doveva essere lì, al gallo d’oro. Un tempo l’osteria era degna di nota tra i viandanti. Il nome la diceva lunga e il suo edificio si ergeva alto e solenne lungo la via dei ratti. Un tempo… Prima dell’invasione degli Skaven che avevano devastato mezza città in una sola notte portando la peste e maledicendo con le loro litanie ed i loro putridi incensi ogni singolo angolo del quartiere povero, una volta conosciuto come Rione del Cervo.

All’ingresso della vecchia osteria la porta era sempre aperta, divelta verso l’interno e mai riparata. Proprio mentre il capitano si accingeva a varcare la soglia d’ingresso, un grosso ogre con un occhio solo ed una gamba di legno stava ergendo la sua mazza verso Swashbuckler, sicuramente reo di avergli svuotato le tasche, probabilmente non in modo del tutto regolare come sempre. Il muto afferrò il coltello coperto abilmente sotto l’ampio giaccone di pelle e con una veloce mossa di gambe, recise di netto il tendine della gamba buona dell’ogre, divincolandosi dalla stretta posizione tra la panca ed il tavolo allestito a bisca.

Intuendo il problema ma riconoscendo anche la validità indiscussa del suo uomo migliore, il capitano si affrettò a sfoderare la sua coppia di pistole Berta e Frida dal cinturone dando sfoggio del rombo tonante delle due armi caricate a salve, con poca polvere da sparo e nessun proiettile. Tutta l’osteria aveva smesso di respirare e nessuno si era preoccupato di Swashbuckler che nel frattempo si era appollaiato a fianco del capitano sull’uscio divelto del locale.

“Fermi tutti signori. Quest’uomo è un devoto servitore di Sigmar. Cacciatore di streghe della compagnia fondata dal nobile chierico Alvaro Echebarria da Balaguer e comandata dal sottoscritto, capitano Vincenzo Maculano di Tilea. Ditemi quale torto ritenete abbia commesso e porremo fine alla disputa.”

“Barare!” Urlò tontante l’ogre tra un grido di rabbia ed un gemito di dolore. “Avere dadi truccati. Vincere sempre!”. “Sì, è vero!”, fecero eco alcuni spettarori, “non è possibile vincere più di venti mani consecutive a dadi, nessuno ci è mai riuscito.”

Lo sguardo del capitano a Swashbuckler mi fece raggelare il sangue. Ho pensato che l’avrebbe ucciso da un momento all’altro. Il muto era bravo col coltello, è vero, ma combattere contro il capitano con la spada in mano era tutta un’altra cosa. “Signori. Vi renderemo il maltolto. 20 corone d’oro dovrebbero bastare per restituire quanto perso da te e i tuoi amici e dovrebbero anche garantirti delle cure mediche sufficienti”, fece all’ogre, “siamo d’accordo?”.

“Morkk volere soldi!”, grugni la bestia. “Aidan, tira fuori 20 corone per il signore, subito. E tu, te la vedrai con me tra poco”, tuonò al compare al suo fianco. “Ehm, capitano… Abbiamo solo 8 corone nella bisaccia e ci servono per il viaggio e per rifornirci di munizioni e sistemare le armature”. “Ecco, tieni Morkk.”, fece il Capitano con fare solenne, “Ti dono la mia Berta, una delle due donne che io abbia mai amato in vita mia a copertura del maltolto, in pegno sia chiaro. Tornerò entro un mese e se la conserverai avrai 30 corone d’oro di risarcimento”.

L’ogre accettò la pistola, di notevole pregio e con intarsi argentati e i tre furono liberi di lasciare la locanda, seppur con un costante sguardo rivolto alle spalle.

Una volta raggiunto l’accampamento, il capitano spiegò il motivo della convocazione. “Bene, mancava solo il muto e l’abbiamo trovato. Signori, un messo mi ha consegnato questa mattina una pergamena proveniente direttamente dal tempio di Sigmar di Mordheim in cui si enuncia la richiesta di presenza urgente per tutti i cacciatori di streghe, i chierici di Sigmar e le sorelle guerriere devote per l’approssimarsi di una nuova minaccia nella città maledetta. Branchi di uomini bestia stanno assaltando le campagne a nord della città depredando ed uccidendo e non ci è ancora dato sapere cosa stiano cercando. Il grande movimento tra le vie devastate della città e nelle fogne degli Skaven ha destato antiche paure e il governatore ha incaricato il tempio sacro e tutte le compagnie di ventura ancora devote all’impero di difendere la città da un nuovo assalto delle forze del Caos. Partiamo subito per Mordheim. Domattina ci appresteremo a far visita al fabbro, al maniscalco e all’armaiolo per equipaggiarci per la missione e a mezzogiorno ci ritroveremo nuovamente qui al campo per arrivare da sud a Mordheim tra tre giorni di marcia. Questo è tutto.”

Fantastico’, pensai tra me. “Anzi, no, non è tutto. Swashbuckler mi devi 30 corone d’oro e una fetta del tuo orgoglio. La tua paga è sospesa a tempo indeterminato e dovrai meritare nuovamente sul campo la fiducia che questa compagnia ti ha concesso.” ‘Ecco, ora siamo veramente perfetti per partire!’.

“Capitano, che ne sarà di me?”, chiese il giovane Zelota di Sigmar chiamato Gatto dei Vicoli. “Tu sarai il nostro scudiero, servitore e compagno d’arme e questo deve essere per te fonte di grande orgoglio, mio giovane amico. Sei ancora troppo giovane per servire come cacciatore di streghe e pronunciare il giuramento ma puoi guadagnarti la fiducia che dici di meritare sul campo di battaglia, come tutti noi”, commentò il buon Baptiste con il suo solito ampio sorriso. Baptiste, l’unico vero amico che mi rimane dai tempi delle invasioni Skaven di Krugenheim. Io e lui fummo gli unici sopravvissuti della compagnia di guardia del Rione del Leone quella notte e prestammo poi giuramento come cacciatori di streghe sulle macerie di quello che un tempo era il secondo più grande tempio di Sigmar dell’impero.

E così partimmo…

Il capitano Vincenzo Maculano, esperto guerriero, con grande carisma, abilità di combattimento e indiscusse doti strategiche. Il collante di questa squinternata compagnia ma anche la sua anima e il suo cuore. Conosciuto per aver servito come capitano tra le fila delle prime compagnie imperiali, si era ritirato dall’esercito regolare a seguito di una grande sconfitta subita contro le forze del Caos a Wolfenburg. Gli orrori e la disperazione lo avevano segnato e da allora si era dedicato unicamente all’addestramento personale e spirituale, trovando grande conforto nelle preghiere a Sigmar e diventando un cacciatore di streghe abile e devoto.

Swashbuckler, il muto. Guerriero subdolo, abile, molto forte nei combattimenti corpo a corpo nei vicoli stretti e nei luoghi angusti. Era un vecchio sergente della guardia cittadina di Krugenheim e tutti noi lo conoscevamo per le sue doti di forte bevitore e donnaiolo fino a quando la sua lingua sempre troppo lunga non narrò dei fianchi prosperosi della figlia di un nobile della città a voce troppo alta ed in una piazza troppo ampia. Due giorni dopo era stato relegato al ruolo di semplice soldato e il barone era riuscito a scambiare la sua vita con la sua lingua. Non riesco ancora a capire se sia più terrorizzante per noi o per i nemici.

Baptiste Valdmore, il mio vecchio amico. Compagno di molte ronde. Era entrato nella guardia cittadina 10 anni dopo di me e per lungo tempo ero stato il suo mentore fino a che non diventai il suo sergente di ruolo. Passavamo molto tempo insieme e conoscevo bene i suoi due figli, anch’essi guardie di Krugenheim. Quando la moglie si era suicidata per il dolore dovuto alla perdita di entrambi i figli nella notte della peste, Baptiste venne subito da me e non potei fare a meno di convincerlo a imbarcarsi in questa nuova avventura, quantomeno per restare vivo.

Il giovane chierico Alvaro Echebarria de Balaguere, della regione di Obregon. Fin da ragazzo aveva mostrato il Dono della preghiera per Sigmar e ciò gli era valso grande rispetto al tempio della sua città natale. Deciso a portare il verbo in tutte le zone più disagiate dell’impero si è unito a noi più di due anni fa, con il suo fido scudiero Lucas che chiamiamo Gatto dei Vicoli per la sua corporatura esile ed il suo fare schivo e scattante. Alvaro è il collante spirituale della compagnia tanto quanto il capitano ne è quello militare ed è indubbiamente dotato di grande compassione e devozione. Al suo seguito per questa nuova avventura avremo come sempre alcuni Flagellanti. Pazzi scriteriati che si definiscono devoti e guardie di Sigmar ma hanno un codice etico tutto loro, non interagiscono, non mangiano e ritengono che qualsiasi azione umana sia peccato, persino pisciare. Fosse per me non sarebbero sicuro venuti con noi ma il Capitano ha ragione, sul campo di battaglia valgono come tre uomini imperiali e non costano nulla da mantenere.

Infine io, Aidan Saint James, il guardiano dei mastini. Su di me ho da dire poco perché poco possiedo a parte questa compagnia, la mia lealtà verso di essa e le mie cinque care compagne di avventura: Frida, Gertrude, Augusta, Velona e Urvel, le cinque femmine di mastino da guerra imperiale.

Siamo la compagnia dei Baciati dal Fuoco e stiamo arrivando, Mordheim.

Fukan - Eroi M11 Fukan - Truppa M11

Ultimo Aggiornamento MOSSA 11


 

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