Karak Norn 2642

La più grande delle roccaforti dei monti grigi è Karak Norn. Questa roccaforte, dominata dal Nobile Brokk Pugnodiferro, contiene consistenti depositi di pietre e metalli preziosi. È costruita su un enorme spiazzo che domina la foresta di loren, consentendo ai nani di osservare le mosse dei nemici tenendoli a distanza dalla roccaforte. Nell’anno 2641 però un esercito di Skaven prese d’assedio la roccaforte, costringendo i nani ad una lunga e sanguinosa battaglia. La strategia degli Skaven puntava, oltre al massacro della popolazione della roccaforte, anche al saccheggio dei consistenti depositi dei nani. Alla fine dell’assedio i nani risultarono vincitori, e riuscirono a mettere in fuga i pochi Skaven rimasti.

La vittoria fu possibile grazie al coraggio di diversi guerrieri e tiratori, nonché grazie all’ingegno e all’abilità degli Ingegneri di costruire macchine per resistere all’assedio. Il danno però fu maggiore del previsto; gran parte dei depositi dei nani furono saccheggiati prima della ritirata, lasciano il Nobile con meno della metà dell’intera ricchezza. Il popolo quindi ritenne di dover giustiziare il nobile poiché, per i nani di Karak Norn, le ricchezze valgono più della vita.

Poiché Brokk non riuscì a proteggere la ricchezza del suo popolo, egli venne additato come un vigliacco e un traditore. Egli, appena seppe della rivolta, fuggì immediatamente insieme ad un gruppo di suoi fidati guerrieri e collaboratori, con l’intento di inseguire il gruppo di Skaven rimasti e reimpossessarsi dei tesori perduti, per poter dimostrare di poter regnare sulla roccaforte. Brokk partì quindi insieme a suo fratello [], due suoi guerrieri che gli salvarono la vita durante la battaglia, ed altri 8 guerrieri sopravvissuti allo scontro. La caccia durò molto tempo; una caccia fatta di spionaggi e attacchi a sorpresa, ma che poche volte risultarono efficaci contro un nemico molto più agile nello sgattaiolare per fuggire al pericolo.

Dopo mesi passati all’inseguimento del nemico, i nani riuscirono a rapire uno Skaven con l’intento di interrogarlo sulle intenzioni dei pochi rimasti cercando di ottenere qualche informazione sul nascondiglio del tesoro. I nani provarono in tutti i modi ad estorcergli delle informazioni, ricorrendo anche alla tortura e all’amputazione di arti e le uniche parole che uscirono dalla sua bocca furono “Mordheim……. Pietra…..”.

Decisero quindi di dirigersi verso la città chiamata Mordheim, intuendo che il loro tesoro fosse nascosto in un nascondiglio sotto una grande pietra. Appena arrivarono in città notarono subito come non fosse una città come tutte le altre; decisero quindi di entrare in una locanda per poter chiedere informazioni, ma appena sentirono la parola “pietra”, le varie persone nel locale si girarono tutte dall’altra parte, chi cercando di evitare di incrociare lo sguardo, chi coprendosi in modo da “nascondersi”; decisero quindi di rivolgersi all’oste, e notarono subito i vari gioielli al collo e alle dita. Gli chiesero il perché del comportamento della gente e di dove avesse preso quei gioielli, ma l’oste si limitò a rispondere solo alla prima domanda.

L’oste raccontò la storia di Mordheim, e di come la Benepietra si trasformò in Malapietra. Appena i nani finirono di ascoltare l’oste, decisero quindi di provare a cercare la Malapietra, dato il suo valore elevato, e di lasciar perdere gli Skaven. Quello che l’oste non disse però era che i nani non erano gli unici a voler trovare la Malapietra, ma soprattutto non disse da dove provenivano quei gioielli.

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Ultimo Aggiornamento MOSSA 13

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