I MASTINI DI KELLER

Sono trascorsi 2642 anni dall’Incoronazione di Sigmar il Benedetto al soglio imperiale e più di 500 dalla distruzione della cosmopolita città di Mordheim. Neppure io so con precisione perché mi trovo a vergare con mano tremante dal freddo questo poche righe, ma forse è un modo come un altro per infondere un po’ di coraggio in queste vecchie ossa stanche.

Siamo arrivati in vista della Città dei Dannati solo poche ore fa e lo spettacolo che si è presentato davanti ai nostri poveri occhi è stato terrificante. Macerie su macerie ci hanno accolto lungo la strada, illuminate unicamente da un sole malato e pallido. Un solo edificio si stagliava intatto in lontananza: il monastero di quelle meretrici delle sorelle Sigmarite; Giuro sul benedetto che presto si pentiranno di essere così sfrontate e baldanzose.

Come da abitudine, quando si è in territorio ostile, il nostro capitano, il grande e devoto Immanuel Keller, ha abbaiato pochi secchi ordini e i suoi cinque mastini sono balzati in avanscoperta per cercare eventuali trappole lungo il cammino. Queste nobili e fiere bestie ci hanno servito così bene in tutti questi anni che si meritano di essere nominate una ad una per nome. Sentenza, Kaos, Flagello, Menelik e per ultimo il preferito del capitano: il fedele Argo.

Dopo aver verificato che il pericolo non era in agguato, Keller ha deciso di porre il campo all’entrata ovest della Città e trascorrere un’ultima notte tranquilla prima di scendere all’inferno. Una frugale cena è stata consumata in silenzio, poi tutta la banda si è riunita attorno al focolare per decidere come procedere l’indomani.

C’erano proprio tutti: L’allampanato Marcus Mayer scalpitante e irruento come sempre, “Manoferma” Hader in compagnia dell’inseparabile Balestra ed il secondo in comando Kaspar di Altdorf. Perfino quei folli dei flagellanti che ci seguono si sono avvicinati per origliare ciò che il comandante stava proponendo.

Vedere Immanuel stagliarsi alto e imponente contro il baluginio delle lingue di fuoco mi ha infuso nuovo coraggio. La fiamma della speranza si è riaccesa in me e sono certo che anche questa volta la morte calerà sui nostri nemici con rapidità e certezza. Il piano è quello di sempre, cercare e stanare ogni essere vivente a due o quattro zampe che si interpone fra noi e la giustizia di Sigmar!

Se le informazioni che abbiamo sono esatte, laggiù si trova anche colui che ha reso Guercio il nostro comandante…… spero di riuscire a trovarmi faccia a faccia con quell’abominio della natura per farlo morire lentamente fra atroci sofferenze. Ora è tardi e l’alba si avvicina, che Sigmar mi guidi e mi protegga.     

 

Magnificat anima mea pater Sigmar et exultavit spiritus meus contra nequitiam et insidia diabolis.

 

Piotr

Prete Sigmarita


Pane - Eroi Pane - Truppa

 

 

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