Mordheim 2642

Secoli orsono, nell’entroterra imperiale si ergeva maestoso il bastione del conte Tatros e della bellissima contessa Raphitia. Ciò che lo rendeva ricco e maestoso era la cittadina di Gold Ritten che, prosperosa, radiosa e piena di gente per bene , lo circondava. Il conte e la contessa erano ben visti e molto rispettati dalla popolazione che erano stati chiamati a governare dal re delle terre Kislevite.

Erano ormai mesi che si sentiva parlare di villaggi razziati e rasi al suolo da un gruppo di banditi capitanati dal famigerato Ragnar detto “l’avido sanguinario”. Egli non aveva rispetto per la vita altrui ed  ancor meno compassione. Ragnar rispettava solamente le ricchezze che sangue e disperazione gli avevano procurato.

Un giorno un gruppo di sei cacciatori si addentrò nella foresta a sud di Gold Ritten. Ora dopo, solo due di loro tornarono portando con dolore e fatica la notizia che tutti speravano di non ricevere mai: Rognar era giunto ai confini di Gold Ritten. La guardia cittadina si erse in difesa della popolazione e delle ricchezze della città. Pensarono che la superiorità numerica in difesa fosse schiacciante, ma si sbagliarono. Nelle molte terre in cui Rognar compì le sue campagne di morte e razzia riuscì a far entrare nelle sue schiere un numero di briganti e assassini così elevato da potersi definire armata.

Dopo ore di spargimenti di sangue e morte Rognar riuscì ad arrivare al bastione del conte Tatros. Un gruppo di sei uomini, di gran abilità in combattimento, Kratos, Lethios, Galamir, Fatmir, Elitorn e Gornor,  era stato scelto per difendere il conte e la contessa all’interno della grande sala. Dopo che Rognar giunse all’interno vi fu un ultimo grande scontro dove i sei scelti trovarono una morte atroce. Rognar prese e rese schiavi il conte e la contessa, due dei tanti bottini della guerra appena conclusa.

Alcuni giorni dopo il massacro di Gold Ritten, Rognar e la sua compagnia fecero ritorno al tetro castello del capitano. La sera stessa ‘’l’avido sanguinario’’ chiese ai suoi due più fidati uomini, Gotornax ‘’il torturatore’’ e Junter ‘’lo sfregiato’’ di portargli nella sua stanza la contessa Raphitia ed il conte Tatros, quest’ultimo chiamato ad assistere allo scempio che stava per svolgersi. Rognar volle sfogare la sue voglie abusando della contessa sotto gli occhi del disperato conte, il quale cercò di opporsi e di salvare la sua amata con tutte le forze. Rognar, nella sua infinita crudeltà, fece torturare a morte il conte dai suoi due fidati, sotto gli occhi intrisi di collera e rassegnazione della contessa.

Ella giurò vendetta a Rognar ed egli la fece rinchiudere nelle segrete del castello. Nella cella di fronte a quella della contessa vi era rinchiuso un vecchio che emanava un’aura cupa e malvagia e si faceva chiamare Talborn ‘’l’oscuro’’. Nulla si sapeva di quell’individuo, tranne il fatto che egli voleva la morte di Rognar, non per vendetta o altro, ma la desiderava e per questo era stato lasciato a marcire in cella. Egli sentì l’odio e il desiderio di vendetta della contessa nei confronti di Rognar e le domandò se era disposta a qualsiasi cosa pur di ottenere quello che ella fortemente desiderava.

Le disse che tutto quello che doveva fare era lasciarsi morire ed ella subito non capì. Il vecchio le spiegò che la morte era solo il passaggio per ottenere il potere più grande e temibile. Raphitia , non avendo ormai più nulla da perdere, scelse di fidarsi e di abbandonarsi alla morte non toccando cibo per giorni e giorni.

Quando la contessa spirò, Talborn , che aveva aspettato a lungo quel momento, potè procedere con il suo lungo rituale. Dopo alcune ore il corpo e l’anima, ormai oscura e bramosa di vendetta della contessa, fecero ritorno alla vita, o meglio ad una ‘’non vita’’. Quello che successe nei minuti successivi rasentò l’atroce. Facendosi strada, con sangue ed inaudita violenza, nei corridoi che portavano agli alloggi di Rodnar, ella giunse da quest’ultimo. Egli cerco di combatterla, ma il potere e la forza di Raphitia erano incontrastabili.

Dopo averlo reso inoffensivo, la contessa si nutrì del suo sangue e di quello dei suoi due fidati e fece sì che potessero servirla per l’eternità, privandoli della volontà e rinchiudendo le loro anime in quelli che ormai non erano più i loro corpi, ma solo strumenti nelle sue mani. Il vecchio Tolborn trovò nell’odio e nel disprezzo per la vita da parte della contessa quel potere che per lungo tempo aveva cercato e per far sì che quest’ultimo potesse perdurare, scelse di servirla.

Tornarono insieme, accompagnati dall’oscurità, a Gold Ritten, dove Tolborn fece sì che il vecchio gruppo scelto della contessa potesse tornare in vita per servirla come un tempo, trasformando i loro ormai putrefatti corpi in orribili Ghoul.

Passarono secoli durante i quali innumerevoli avventurieri, desiderosi di ricchezze, addentrandosi nelle rovine di Gold Ritten trovarono la morte per mano dei servitori della dormiente contessa, fino a quando un potere enorme arrivò e la destò dal sonno.

Ste - Eroi Ste - Truppa

 

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